Cielo, Mare e terra

Cielo, mare e terra sono tre parole magiche, in questo periodo però fanno riflettere, in particolar modo dopo il grave episodio accaduto sulla tratta ferroviaria che collega Andria e Corato. Per Sentieri Digitali che da sempre cerca di esprimere e raccontare gli aspetti innovativi del mondo che ci circonda pervaso di comunicazione e digitalizzazione, soffermarsi su questo episodio ne è una normale e purtroppo triste conseguenza.

Sulla tratta Andria – Corato la sicurezza nella circolazione ferroviaria veniva regolata tramite il meccanismo del consenso telefonico. Il Ministro Graziano Delrio ha cercato di spiegare il funzionamento che regola la circolazione ferroviaria su binario unico in cui è avvenuto l’incidente, ciò ci ha ricordato purtroppo che le tecnologie disponibili sono molteplici. In quei luoghi tale sistema è in uso da oltre 60 anni e la frequenza dei convogli è inalterata da 10 anni, non ci sono mai stati problemi nell’applicazione del sistema. Il Ministro Delrio ha anche ricordato che in Italia ci sono 2700 Km di linea ferroviaria a binario unico presenti nella rete delle ferrovie secondarie, ed ha voluto ricordare che da anni vi sono in corso sistemi di ammodernamento per le linee a binario unico, precisando che il raddoppio del binario garantisce si maggiore capacità ma non per forza maggiore sicurezza.

Rimangono molti interrogativi, certamente il problema appare esteso, un’intervento massivo andava, va e andrà fatto, anche se ormai è francamente già troppo tardi. Come Sentieri Digitali invitiamo i nostri lettori a dedicare un minuto di raccoglimentoin favore delle persone che oggi non ci sono più.

Entrando nel merito del titolo di questo pezzo: “cielo, mare e terra”, ci spostiamo da un’infrastruttura all’altra e affrontiamo il tema che riguarda la riorganizzazione, la razionalizzazione e la semplificazione delle autorità portuali, legata ad un sistema di trasporto che come la rete ferroviaria ha bisogno di diversi interventi. I porti, una parola vecchissima, un sistema che per essere più competitivo e far crescere il Paese deve tagliare molta burocrazia, riformarsi e trovare manager responsabili e di livello.

Il 21 gennaio 2016 il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto di “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione delle autorità portuali”. Il provvedimento è stato presentato dal Ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia. L’iniziativa si inserisce nelle politiche e nelle azioni per il rilancio della portualità e della logistica intrapresa dallo stesso Ministro Graziano Delrio. Per quanto riguarda la semplificazione burocratica prevede che rispetto agli attuali 113 procedimenti amministrativi, svolti da 23 soggetti, funzioneranno lo Sportello Unico Doganale e dei Controlli da realizzare sotto l’egida e il coordinamento delle Agenzie delle Dogane. Inoltre è prevista la promozione di centri decisionali strategici:  le Autorità di Sistema Portuale. I porti italiani vengono riorganizzati in 15 Autorità di Sistema Portuale. Tutto ciò nei porti definiti “core” dalla comunità europea. La riorganizzazione amministrativa prevede che le Autorità di Sistema Portuale sia governata in modo snello: il Presidente, il Comitato di gestione, cioè un board ristretto e poche persone, il Segretario Generale e il Collegio dei Revisori dei Conti. Rispetto agli attuali comitati portuali si passa da 336 membri a livello nazionale a circa 70.

Nel nostro Paese l’esame dello schema di decreto legislativo citato e avviato dalla Commissione lavori pubblici, recante riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le autorità portuali si riporta alla legge 28/01/1994 n. 84 (e n. 303), per l’espressione del parere al Governo. Il relatoreMarco Filippi ha illustrato il provvedimento cercando di ricordare che la lunga gestazione della riforma del sistema delle autorità portuali, tema da tempo all’attenzione della commissione. Lo schema in esame si inserisce, secondo Filippi, nella questione più generale della riforma della legislazione portuale vigente contenuta nella legge di cui sopra. I punti salienti sono: l’art. 5 che prevede la riduzione del n. delle autorità portuali da 24 a 15; il mutamento delle procedure di nomina del presidente dell’autorità; al posto del vigente comitato portuale, l’art. 9dello schema introduce il comitato di gestione, riducendo i componenti in modo da accentuarne le caratteristiche di organo di amministrazione attiva del porto; il rafforzamento della funzione di coordinamento e indirizzo strategico del sistema portuale nazionale affidata al nuovo tavolo nazionale di coordinamento delle AdSP istituito dallo stesso art. 12 – la cui presidenza, però, dovrebbe essere affidata al Ministro dei Trasporti; l’art. 15 del provvedimento introduce lo Sportello Unico Amministrativo (SUA).

E’ bene ricordare che la Commissione Trasporti del Parlamento Europeo ha respinto la proposta di un generalizzato libero accesso in tutti i porti ai fornitori dei servizi portuali. Secondo ESPO – European Sea Ports Organization, l’esito della votazione a Bruxelles apre la strada ad un quadro legislativo vicino alle necessità dei porti del nostro Paese.

Il relatore della proposta legislativa Knut Fleckenstein ha respinto il forzato libero accesso al mercato dei servizi portuali, soprattutto per questioni di sicurezza – i porti devono essere in grado di decidere l’organizzazione dei servizi portuali. Sui servizi portuali, la commissione trasporti, a differenza di quando indicato dalla Commissione Europea, ha deciso che un unico sistema non risulterebbe appropriato in quanto ilsistema portuale dell’UE è caratterizzato da una grande diversità di modelli di organizzazione dei servizi portuali. La commissione trasporti del parlamento europeo ha modificato la proposta stabilendo che i modelli attuali esistenti che sono stabiliti a livello nazionale degli stati membri possono essere mantenuti.

L’ESPO ha presentato un rapporto sulla governance e l’organizzazione dei porti dell’UE. Ha realizzato anche un codice di buone pratiche per i porti, approdo di navi da crociera e di traghetti. Il rapporto dell’ESPO evidenzia le 10 principali linee di tendenza della portualità europea, le quali indicano che i porti UE rimangono di proprietà pubblica ma si stanno muovendo verso una forma di gestione analoga a quella privata, che le autorità portuali hanno un mix di obiettivi, che l’ottimizzazione dell’uso del suolo è una funzione chiave delle autorità portuale, che i porti sono sviluppati con il concorso delle principali parti interessate e che le Autorità Portuali sono parti attive delle reti TEN-T e i principali promotori del porto. ESPO ha creato una road map per ridurre la burocrazia nel trasporto marittimo.

Caro Ministro Delrio il lavoro svolto sembra che sia notevole, di buona qualità ed anche un giusto compromesso per operatori e stakeholders nel campo portuale. Stiamo giungendo verso un traguardo importante, speriamo che sia la volta che il nostro Paese possa mostrare a se stesso e all’Europa che un settore così importante e delicato è stato posto al centro dell’attenzione con obiettivi innovativi. Se da un lato si è quasi raggiunto un traguardo, dall’altro però con molto rammarico si è appena registrata un sconfitta, per l’infrastruttura ferroviaria la ferita si è appena aperta, anche per tale settore in modo analogo a quello portuale si avrebbe bisogno di innovazione e cambiamento soprattutto laddove la sicurezza non sembra ancora affatto garantita.

 

Andrea Chiappetta

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