Le nuove sfide dell’America di Donald Trump

Le nuove sfide dell’America di Donald Trump

Un nuovo corso targato TRUMP, alla guida della casa bianca, dovrà
affrontare numerosi dossier riguardanti l’economia interna, la
sicurezza e la politica estera. Tutti temi caldi, legati tra loro, che
possono incidere su relazioni e stabilità. Appena eletto, il
neopresidente ha esordito dicendo che sarà il “Presidente di tutti” e
che “tutte le persone finora dimenticate non lo saranno più”. Poi ha
assicurato che gli Usa “cercheranno alleanze e non conflitti nel
mondo” e “andranno d’accordo con tutti coloro che vorranno andare
d’accordo con loro”, un messaggio sicuramente più distensivo rispetto
ai toni tenuti durante la campagna elettorale che lasciano trasparire
maggiore pacatezza e rispetto istituzionale.

Essere il Presidente degli Stati Uniti d’America non è una cosa
semplice, ne può essere banalizzato con appellativi estetici,  è
tutt’altra cosa, specie perchè vi è la consapevolezza che qualsiasi
azione, qualsiasi gesto, può generare reazioni e smuovere gli
equilibri mondiali.

In questo contesto cosi delicato, dove l’economia richiede nuova
energia e nuove regole, l’Europa può giocare un ruolo fondamentale e
ridisegnare il proprio ruolo a beneficio di tutti. Di questo e molto
altro si è parlato al Centro Studi Americani, lo scorso 10 novembre,
ad un primo importante appuntamento di carattere internazionale che ha
visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni italiane,
europee e americane. Il dibattito si è concentrato sulla figura di
Donald Trump, della sua ipotetica squadra, ma soprattutto sulle
relazioni tra i due continenti. Sono intervenuti il primo Vice
Presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il Vice Presidente
del Parlamento europeo, David Maria Sassoli e la giornalista
corrispondente e produttrice dell’Associated Press Television News,
Patricia Thomas. In collegamento dalla sede del Parlamento Europeo a
Washington sono intervenuti l’Ambasciatore Italiano negli Stati Uniti,
Armando Varricchio, il Direttore dell’Ufficio del PE per le relazioni
con il Congresso, Antoine Ripoll e l’analista politico, Principal,
Williams & Jensen, Matt Decker. Inoltre da San Francisco era in
collegamento l’ex Ambasciatore Usa in Russia e Direttore della
Stanford University, Micheal McFaul e  da New York è intervenuta la
corrispondente di Sky Tg24, Giovanna Pancheri.
Un ampio momento di confronto durante il quale si è delineato un
quadro di riferimento su chi governerà gli Stati Uniti e sulle sfide
che devono essere colte a livello globale, a partire dalla Libia e dai
risvolti legati alla sicurezza. Questo primo appuntamento
post-elezioni, promosso nell’ambito del programma USA2016, vedrà una
ulteriore serie di incontri che si terranno già il prossimo 2 dicembre
e proseguiranno nel corso del 2017, nei quali sarà possibile
approfondire i principali dossier di carattere economico, politico e
sociale che gli Stati Uniti vorranno affrontare dopo 8 anni di governo
democratico chiedendo quindi un cambio di tendenza con il passato.

Dal punto di vista economico gli analisti, dopo i risultati
inaspettati legati al referendum nel Regno Unito, si aspettavano un
crollo del mercato, fughe di capitali e molto altro, ma ciò non si è
verificato. Le presidenziali americane hanno avuto un risultato
inaspettato e solo nei prossimi mesi riusciremo ad avere una risposta
dal mondo finanziario, ciò che è certo è che muteranno sicuramente gli
equilibri del contesto globale e come tutti i cambiamenti, se ben
intrapresi, possono generare nuove opportunità. Non resta che dire:
GOD BLESS AMERICA!

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